Welfare Aziendale per Amministratori Unici e Consiglieri di Srl

Scopri come includere legalmente amministratori nei piani di welfare aziendale, con risparmio fiscale fino a 40% e deducibilità integrale dei costi

Se sei amministratore unico o consigliere di amministrazione di una S.r.l., probabilmente non sai che può esserti comodo il welfare aziendale della tua azienda, ma con condizioni molto specifiche. Molti amministratori perdono migliaia di euro di vantaggi fiscali semplicemente perché non conoscono le regole corrette.

In questo articolo spieghiamo quando e come l’amministratore può accedere al welfare aziendale, con riferimenti precisi alle fonti istituzionali.

Chi può accedere al welfare aziendale?

Consiglieri di Amministrazione: AMMESSI con compenso

I consiglieri di amministrazione che percepiscono un compenso possono essere inclusi nei piani di welfare aziendale, a condizioni precise:

Condizione Requisito
Tipo di compenso Deve essere fiscalmente inquadrabile come reddito assimilato a lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c-bis del TUIR)
Categoria omogenea Gli amministratori devono formare una categoria omogenea distinta dai dipendenti
Non esclusivo Il piano deve includere anche i dipendenti dell’azienda, non solo gli amministratori

 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente: “l’inclusione degli amministratori di società che percepiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente tra i destinatari dei benefici fiscali, analogamente ai lavoratori dipendenti” è permessa.

Amministratore Unico: NON AMMESSO al welfare aziendale

Attenzione: L’amministratore unico NON può essere destinatario di misure di welfare aziendale. Infatti, l’amministratore unico non ha vincolo di subordinazione (“alle dipendenze e sotto la direzione di altri” – art. 49, comma 1, del TUIR) e i piani di welfare devono essere rivolti a categorie omogenee, non “ad personam“.

Amministratori senza compenso: NON AMMESSI al regime agevolato

Se un amministratore del C.d.A. non percepisce compenso, i benefit erogati sono considerati essenzialmente remunerativi e quindi:

  • Tassati integralmente (non esenti)
  • Soggetti a contribuzione INPS

Esempio concreto: quanto risparmi come consigliere

Scenario: Sei consigliere di amministrazione di una S.r.l. con aliquota piena gestione separata, con compenso di €50.000/anno

Opzione Costo complessivo Netto amministratore
Aumento compenso lordo € 5.000,00 €. 6.200,00

 

€. 3.350,00
Welfare aziendale di €. 5.000 €5.000 (deducibile integrale) €. 5.000,00

Questo è possibile solo se:

  1. Hai un compenso;
  2. Il piano include anche i dipendenti;
  3. Esiste un regolamento aziendale vincolante;

Differenza tra Fringe Benefit e Flexible Benefit

Altro aspetto da considerare è lo “strumento” utilizzato. Molti confondono questi due strumenti. Proviamo, con degli esempi, a spiegare la differenza tra Fringe e Flexible:

Caratteristica Fringe Benefit Flexible Benefit
Definizione Servizi aggiuntivi alla retribuzione standard, offerti come remunerazione aggiuntiva Forma di welfare che permette di scegliere tra vari beni/servizi come parte della retribuzione
Massimale €1.000/anno (€2.000 con figli a carico) per il triennio 2025-2027 Nessun massimale generale, salvo eccezioni e congruità (previdenza integrativa)
Esenzione Esenti fino al massimale, tassazione piena sul superamento per tutte le somme Esenti, nessun massimale specifico, salvo congruità
Tipologia Beni/servizi ceduti dal datore: auto aziendale, alloggio, polizze assicurative Scelte flessibili: buoni spesa, corsi formazione, sport, assistenza familiare

 

Cosa PUÒ essere inserito nel piano di welfare

I servizi inclusi devono avere specifiche finalità (art. 51, comma 2, lett. f del TUIR):

Servizi ammessi (esempi concreti):

Categoria Esempi pratici
Istruzione/Educazione Rimborso iscrizioni scolastiche, corsi di lingue, master
Assistenza sanitaria Polizze assicurative sanitarie, spese mediche
Ricreazione/Tempo libero Abbonamenti palestra, viaggi all’estero, viaggi
Assistenza sociale Assistenza familiare, asili nido
Previdenza complementare Versamenti a fondi pensione
Trasporti Buoni trasporto, abbonamenti mezzi
Altri Buoni carburante, buoni spesa

 

Nel caso dell’interpello 954-1417/2016, l’Agenzia ha confermato che abbonamento a palestra e viaggi all’estero rientrano nella finalità ricreativa e sono esenti da reddito.

Cosa NON PUÒ essere inserito nel piano di welfare

Servizi non ammessi:

Servizio Motivo di inadempienza
Servizi di centri estetici (senza rilevanza sociale) Non aventi rilevanza sociale, non godono del regime di favore
Benefit esclusivamente per amministratore unico Considerato “ad personam”, inammissibile
Benefit per amministratori senza compenso Funzione remunerativa, tassazione integrale

 

Rischio Abuso del Diritto: attenzione alla congruità

Non esiste minimo/massimo del conto welfare rispetto al compenso, ma devi rispettare principi di congruità:

“Nell’attribuzione del compenso è necessario tenere fede a principi di congruità in modo da evitare che l’Agenzia delle Entrate possa ritenere l’attribuzione di un welfare importante rispetto al compenso una operazione tendente ad eludere esclusivamente i principi di imponibilità fiscale”

Norma: D.lgs. n. 128/2015, art. 1 (“abuso del diritto”). Configura abuso del diritto operazioni che:

  • Pur nel rispetto formale delle norme fiscali
  • Realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti

L’Agenzia disconosce i vantaggi determinando i tributi sulle norme elusi.

Perché affidarti al nostro Studio Legale

Il welfare aziendale è un’area complessa e delicata, dove un errore di struttura può costare:

  • Tassazione integrale dei benefit (perdita €5.000-€10.000)
  • Sanzioni per deduzione indebita
  • Riqualificazione come reddito imponibile

Il nostro Studio offre:

Consulenza dedicata: siamo una realtà “artigianale”, non un “attificio”. Seguiamo con cura ogni progetto e lo cuciamo in modo “sartoriale” appositamente per le esigenze delle aziende nostre assistite (non “clienti”);

Verifica preliminare: parte tutto da uno studio preliminare. Prima di intervenire è fondamentale conoscere.

Redazione regolamento aziendale: rispettiamo l’obbligo negoziale. Facciamo incontri cn le parti sindacali e/o con i lavoratori. Analizziamo la loro propensione al consumo, composizione dei carichi familiari e prospettive lavorative in azienda;

Predisposizione delibera assembleare: soprattutto se anche gli amministratori sono inclusi nel piano, è necessario predisporre il terreno affinché in futuro sia possibile difendere le loro scelte.

Strutturazione piano welfare: ci assicuriamo che tra i servizi ammessi ed i compensi percepiti vi sia un’effettiva congruità e possibilità di difendere la scelta in futuro.

Analisi rischio abuso del diritto: non lavoriamo solo per conseguire un risultato oggi, ma soprattutto per prevenire contestazioni domani.

Consulenza continuativa: la normativa cambia? Non ci assicuriamo che l’azienda sia sempre conforme.

Contattaci per una consulenza preliminare gratuita! Ascolteremo con piacere le necessità della Tua azienda!

 

Articolo aggiornato a giugno 2026, con riferimento alle normative vigenti (Circolare 4/E 2025, Legge Bilancio 2025).

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