Con il Decreto Legge 30 aprile 2026, n. 62 — il cosiddetto “Decreto Primo Maggio” — il Governo ha introdotto un incentivo concreto per le imprese che investono nel benessere familiare dei dipendenti: uno sgravio contributivo fino all’1% per chi ottiene la certificazione UNI/PdR 192:2026. Si tratta di una misura inedita, che unisce compliance normativa e risparmio contributivo. Di seguito, un’analisi puntuale di come funziona e perché conviene agire subito.
Cos’è la UNI/PdR 192:2026?
La prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026 è uno standard tecnico pubblicato il 14 aprile 2026 dall’Ente Italiano di Normazione (UNI). Il suo oggetto è la definizione di un sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, strutturato su indicatori di performance (KPI) verificabili da parte di organismi di certificazione accreditati.
La norma fornisce alle organizzazioni di qualsiasi dimensione — pubbliche e private — linee guida operative per implementare politiche inclusive nelle seguenti aree:
- Maternità e paternità: sostegno attivo ai genitori lavoratori, inclusi congedi e rientri
- Carichi di cura: supporto ai dipendenti con familiari anziani o non autosufficienti
- Flessibilità organizzativa: smart working strutturato, orari modulari, part-time agevolato
- Welfare aziendale: rimborsi asili nido, servizi di supporto alla famiglia, buoni servizio
- Continuità di carriera: percorsi di rientro dopo congedi prolungati e pari opportunità
- Salute e benessere: misure di tutela psicofisica del lavoratore
La misura: quanto vale lo sgravio?
Il Decreto Primo Maggio 2026 ha introdotto, per le imprese certificate UNI/PdR 192:2026, un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. I parametri principali dell’agevolazione sono i seguenti:
| Parametro | Dettaglio |
| Misura dell’esonero | Fino all’1% del monte retributivo |
| Massimale annuo | 50.000 euro per ciascuna impresa |
| Destinatari | Imprese private e pubbliche certificate UNI/PdR 192:2026 |
| Stanziamento 2026 | 7 milioni di euro |
| Stanziamento strutturale | 12 milioni di euro annui dal 2027 |
| Riferimento normativo | D.L. 30 aprile 2026, n. 62, pubblicato in GU il 30 aprile 2026 |
Lo sgravio è cumulabile con la detassazione dei premi di produttività, il che amplifica ulteriormente il vantaggio complessivo per l’azienda.
Chi può accedere e come?
La misura è aperta a tutte le organizzazioni, private e pubbliche, che conseguano la certificazione UNI/PdR 192:2026. Non sono previste soglie dimensionali: anche le PMI e le microimprese possono accedere all’esonero.
Il percorso di accesso si articola tipicamente in tre fasi:
- Gap analysis interna: mappatura delle politiche aziendali esistenti rispetto ai KPI richiesti dalla norma; identificazione delle aree di intervento
- Implementazione del sistema di gestione: adozione documentata di misure su flessibilità, genitorialità, welfare e salute; aggiornamento di regolamenti interni, policy e clausole contrattuali
- Certificazione da ente accreditato: verifica da parte di un organismo terzo e rilascio della certificazione UNI/PdR 192:2026
⚠️ Nota operativa: la piena operatività dello sgravio è subordinata all’emanazione di un decreto attuativo del Ministero del Lavoro, atteso entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese che avviano già ora il percorso di certificazione saranno pronte ad accedere all’incentivo non appena il decreto sarà in vigore, senza ritardi.
Perché conviene agire adesso?
Per un’azienda con un monte retributivo annuo di 5 milioni di euro, lo sgravio vale fino a 50.000 euro di risparmio contributivo ogni anno. Non un beneficio una tantum, ma una misura strutturale: lo stanziamento di 12 milioni annui a regime dal 2027 segnala la volontà del legislatore di consolidare questo incentivo nel medio periodo.
Oltre al risparmio diretto, la certificazione UNI/PdR 192:2026 genera valore su altri fronti:
- Employer branding: attrae e trattiene talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo
- Riduzione del contenzioso: politiche trasparenti su maternità e flessibilità riducono il rischio di vertenze per discriminazione
- Accesso ad appalti pubblici e bandi: procedure pubbliche e bandi PNRR valorizzano sempre più le certificazioni di sostenibilità sociale
- Rating ESG: migliora il profilo di governance sociale dell’impresa agli occhi di banche, investitori e partner commerciali
Il ruolo del consulente legale
La certificazione UNI/PdR 192:2026 non è solo uno strumento di gestione delle risorse umane: richiede una revisione giuridica dei regolamenti aziendali, delle policy di smart working, dei piani welfare e delle clausole dei contratti individuali di lavoro. È necessario garantire che le misure adottate siano non solo documentate ma anche giuridicamente coerenti con il quadro normativo vigente, in particolare con:
- Il CCNL applicato e le clausole di maggior favore
- Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Salute e Sicurezza)
- Il D.Lgs. 198/2006 (Codice delle Pari Opportunità)
- Il D.Lgs. 105/2022 (recepimento Direttiva UE Work-Life Balance)
Lo Studio Legale Salata assiste le imprese in tutte le fasi del percorso: dall’analisi preliminare dei contratti di lavoro esistenti, alla strutturazione giuridica delle policy, fino alla verifica della corretta applicazione dello sgravio in sede INPS. Contattaci per una consulenza preliminare e valuta insieme a noi l’impatto concreto di questa misura sulla tua organizzazione.